Il Risotto alla Milanese è il piatto che meglio rappresenta l'equilibrio tra opulenza (lo zafferano) e rigore tecnico (la cottura). La riuscita di un risotto non dipende solo dal sapore, ma dalla consistenza del chicco e dalla stabilità del legame amido-grasso. In questo articolo analizzeremo la gelatificazione dell'amilopectina, il ruolo del midollo bue e la tecnica della mantecatura fredda.
1. La Materia Prima: Il Chicco come Progetto Ingegneristico
Per un risotto tecnico, non tutti i risi sono uguali. Serve un chicco capace di rilasciare amido sulla superficie rimanendo integro e tenace al centro.
Il Carnaroli (Il "Re dei risi"): È la scelta d'elezione per la sua alta percentuale di amilosio. Questo lo rende resistente alla cottura e garantisce un rilascio di amido costante, ideale per ottenere la famosa consistenza "all'onda".
Lo Zafferano: Deve essere in pistilli. Lo zafferano in polvere spesso contiene coloranti e ha una resa aromatica piatta. I pistilli devono essere infusi in acqua calda (ma non bollente) per almeno 4 ore per estrarre crocina (colore) e safranale (aroma).
Il Midollo di Bue: È l'ingrediente "segreto" della tradizione. Apporta una grassezza animale profonda e un sapore unico che il burro da solo non può replicare.
2. L'Architettura del Piatto (Dosi per 4 persone)
Riso Carnaroli: 320g (preferibilmente invecchiato 1-7 anni per una tenuta superiore).
Brodo di Carne: 1.5 Litri (fatto con gallina e manzo, filtrato e mantenuto al punto di ebollizione).
Zafferano in pistilli: 0.5g (infusi in un mestolo di brodo).
Burro di centrifuga: 80g (congelato a cubetti).
Pecorino o Parmigiano Reggiano 24 mesi: 60g grattugiato finemente.
Vino Bianco Secco: 50ml (acido, per bilanciare i grassi).
Cipolla dorata: 20g tritata finemente (quasi una poltiglia).
3. Il Protocollo di Esecuzione: Le Fasi della Trasformazione
La Tostatura (Dinamica del Calore)
Molti chef dilettanti tostano il riso con il soffritto. Errore. La cipolla brucia prima che il riso raggiunga la temperatura corretta.
Tostatura a secco: Metti il riso in una casseruola d'acciaio senza grassi. Il riso deve raggiungere i 50-60°C. Toccalo con il dorso della mano: deve "scottare". Questa fase serve a sigillare la parte esterna del chicco, impedendo che si sfaldi, e a preparare l'amido per il rilascio controllato.
Sfumatura: Aggiungi il vino. L'alcol deve evaporare istantaneamente, lasciando solo la parte acida che servirà a "tagliare" la successiva grassezza del midollo e del burro.
La Cottura per Assorbimento
Aggiungi il brodo un mestolo alla volta. Il riso non deve mai "affogare" ma deve essere costantemente lambito dal liquido bollente.
Il movimento: Mescola regolarmente. Lo sfregamento dei chicchi l'uno contro l'altro facilita la fuoriuscita dell'amilopectina (la parte collosa dell'amido), che andrà a creare la base della futura crema.
L'inserimento dello Zafferano: A metà cottura (circa 8-10 minuti), aggiungi l'infuso di pistilli. Il colore deve penetrare nel cuore del chicco.
4. Il Punto Critico: La Mantecatura "All'Onda"
Questa è la fase più tecnica. Il risotto deve essere tolto dal fuoco quando è ancora "al dente" (mancano circa 2 minuti alla cottura totale).
Il Riposo (L'Assestamento): Spegni il fuoco e lascia riposare il riso per 60 secondi. Questo permette alla temperatura di distribuirsi uniformemente e all'amido di stabilizzarsi.
Lo Shock Termico: Aggiungi il burro congelato. Perché gelato? Il grasso freddo che incontra il riso caldo crea un'emulsione più stabile e lucida rispetto al burro a temperatura ambiente.
L'Aria: Aggiungi il parmigiano e inizia a "schiaffeggiare" il risotto con il cucchiaio di legno o muovendo la casseruola con un movimento sussultorio. Questo incorpora aria, che legandosi all'amido e ai grassi, crea la famosa "onda". Il risotto non deve stare fermo nel piatto; deve muoversi come un fluido viscoso.
5. Troubleshooting: Cosa fare se...
Il risotto è "seduto" (fisso): Hai aggiunto poco liquido o troppo formaggio. Aggiungi un goccio di brodo bollente e manteca ancora.
Il chicco è rotto: Hai usato un riso di scarsa qualità o hai mescolato troppo violentemente all'inizio della cottura.
Sapore metallico: Hai bruciato lo zafferano o hai usato una pentola di alluminio non trattato. Usa sempre acciaio o rame stagnato.
6. Estetica e Servizio
Il Risotto alla Milanese va servito in un piatto piano. Dai due colpetti sotto il piatto con il palmo della mano per farlo distendere uniformemente. La superficie deve risultare lucida come uno specchio d'oro. Tradizionalmente, può essere accompagnato dall'Ossobuco, ma in una degustazione tecnica, si serve puro per apprezzarne la texture.
7. Abbinamenti (Wine & Mood)
Un piatto ricco di grassi saturi e aromi pungenti (zafferano) richiede un vino con struttura e sapidità.
L'abbinamento Classico: Un Gavi di Gavi o un Lugana. La loro acidità e sapidità minerale puliscono perfettamente il palato dal midollo.
L'abbinamento Rosso: Un Nebbiolo giovane. I suoi tannini delicati contrastano magnificamente con la cremosità del risotto.
Il Risotto alla Milanese è la prova che la grande cucina italiana è un esercizio di precisione. Non è un piatto che si può lasciare a se stesso; richiede attenzione, controllo del calore e una mantecatura energica. Quando vedrai quell'onda perfetta scivolare nel piatto e sentirai il chicco opporre la giusta resistenza sotto i denti, saprai di aver dominato non solo una ricetta, ma una legge della fisica culinaria.



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