
Nel 2026, il tramezzino, il panino più celebre e iconico d’Italia, festeggia il suo centenario. Una semplice fetta di pane morbido, farcita con ingredienti variegati e servita senza crosta, che ha saputo conquistare generazioni di italiani e, nel tempo, diventare simbolo di un’eleganza semplice e discreta nel consumo alimentare. La sua storia affonda le radici tra Torino e gli Stati Uniti, un viaggio che mescola innovazione culinaria, cultura internazionale e l’intuito di chi seppe cogliere i gusti del pubblico italiano ben prima che il fast food diventasse un fenomeno globale.
Il tramezzino nasce ufficialmente nel 1926 grazie all’intuizione di Angela Demichelis Nebiolo, imprenditrice torinese che aveva trascorso diversi anni negli Stati Uniti, osservando le abitudini alimentari americane. Tornata in Italia, Angela portò con sé una “tostiera”, con l’idea di servire ai clienti del Caffè Mulassano di Torino il famoso toast americano. Tuttavia, il pane tostato risultava troppo duro per i palati raffinati dei torinesi, abituati a prodotti più morbidi e delicati. Così, con un gesto semplice ma rivoluzionario, decise di servire il pane crudo, lasciandolo soffice e facilmente digeribile, con farciture leggere e gustose.
Il nome stesso del tramezzino fu coniato da Gabriele D’Annunzio, frequentatore abituale del locale, che cercava un termine elegante e italiano per designare il nuovo panino. “Tramezzino” nacque come diminutivo di “tra mezzo”, a indicare la forma compatta e racchiusa del pane che custodiva al suo interno le farciture.
Dalla sua nascita al Caffè Mulassano, il tramezzino conquistò rapidamente Torino e l’intero Piemonte. Negli anni ’30 e ’40, il panino divenne simbolo di raffinatezza e modernità, soprattutto nei caffè cittadini, dove la pausa pranzo si trasformava in un momento di piacere leggero ma elegante. Con il tempo, il tramezzino varcò i confini torinesi e iniziò a diffondersi in tutta Italia, adattandosi ai gusti regionali e alle disponibilità locali degli ingredienti. Da semplice panino con prosciutto e formaggio, si moltiplicarono le varianti: tonno e maionese, uova e insalata, salmone e burro, e versioni vegetariane con verdure grigliate.
Negli anni ’60, il tramezzino entrò nelle case italiane come simbolo di convivialità: da un lato la semplicità di preparazione, dall’altro la possibilità di creare combinazioni infinite. Il pane bianco morbido, privo di crosta, divenne il veicolo perfetto per sperimentazioni creative e raffinatezza discreta.
Per preparare un tramezzino tradizionale servono pochi ma fondamentali ingredienti:
- Pane bianco morbido senza crosta, sottilissimo e soffice, capace di avvolgere delicatamente il ripieno.
- Farciture fresche, che possono variare: prosciutto cotto di alta qualità, formaggio morbido tipo robiola o fontina, uova sode, tonno al naturale, verdure come lattuga e pomodoro.
- Condimenti delicati, come maionese, burro o senape dolce, usati con parsimonia per non coprire il gusto degli ingredienti principali.
Il segreto del tramezzino perfetto non sta solo negli ingredienti, ma nella combinazione armoniosa e nel rispetto della proporzione tra pane e ripieno, così che ogni boccone sia equilibrato e piacevole al palato.
La preparazione del tramezzino è semplice, ma richiede cura e attenzione:
- Preparazione del pane: tagliare il pane bianco in fette sottili e rimuovere eventuali croste. L’obiettivo è ottenere fette uniformi, morbide ma compatte.
- Farcitura: stendere un leggero strato di condimento (maionese o burro) sulla fetta di pane. Disporre gli ingredienti principali senza eccedere nelle quantità.
- Composizione: coprire con un’altra fetta di pane, premendo leggermente per compattare il panino.
- Taglio: tagliare il tramezzino in triangoli o rettangoli, a seconda della tradizione o dell’estetica desiderata.
- Riposo: lasciare riposare qualche minuto affinché il pane assorba leggermente i condimenti e il ripieno si stabilizzi, migliorando gusto e consistenza.
Il risultato è un panino soffice, elegante e versatile, adatto sia a momenti informali che a buffet più raffinati.
Il tramezzino, per la sua delicatezza e versatilità, si presta a una vasta gamma di abbinamenti:
- Bevande: tè freddo, succhi di frutta freschi, spumante leggero o un prosecco fruttato per un aperitivo raffinato.
- Contorni: insalate verdi, verdure crude tagliate a julienne, chips di patate fatte in casa.
- Varianti gourmet: per occasioni speciali, abbinare tramezzini con salmone affumicato e avocado, gamberi e salsa rosa, o formaggi erborinati con pere e noci.
La chiave è rispettare l’equilibrio dei sapori: un tramezzino non deve mai essere eccessivamente carico di ingredienti o salse, ma offrire una piacevole sinfonia di gusto al primo morso.
Non si può parlare di tramezzino senza ricordare il suo ruolo nella cultura e nello stile di vita italiani. È il panino dei pomeriggi nei caffè, delle pause pranzo veloci ma eleganti, dei buffet nelle cerimonie e negli eventi aziendali. La sua forma triangolare, la morbidezza del pane e la leggerezza del ripieno hanno reso il tramezzino un simbolo della capacità italiana di conciliare semplicità e raffinatezza. In questo senso, il tramezzino è più di un semplice panino: è un pezzo di storia gastronomica che racconta l’evoluzione dei gusti e della convivialità in Italia.
Curiosità storiche
- Il Caffè Mulassano, dove Angela Demichelis Nebiolo servì il primo tramezzino, è ancora oggi attivo a Torino e mantiene un fascino retrò che richiama gli anni ’20.
- Gabriele D’Annunzio, oltre a coniare il nome, contribuì indirettamente alla popolarità del tramezzino grazie alle sue frequenti visite e al passaparola tra i frequentatori più raffinati della città.
- Nei primi decenni del ‘900, il tramezzino era considerato un lusso per la borghesia torinese, servito nei caffè di piazza Castello e durante eventi esclusivi.
A distanza di cento anni dalla sua invenzione, il tramezzino è presente in ogni regione italiana e in numerosi bar e caffè all’estero, dove viene apprezzato per la sua versatilità. I grandi chef contemporanei hanno reinterpretato il tramezzino con ingredienti gourmet e abbinamenti innovativi, mantenendo tuttavia l’essenza della ricetta originale: pane morbido, farciture equilibrate e gusto armonioso. Alcuni locali propongono varianti con pane integrale, semi, farine speciali o ripieni vegetariani e vegani, adattando il panino alle esigenze moderne senza tradire la tradizione.
Il centenario del tramezzino nel 2026 è stato celebrato con eventi e iniziative in tutta Italia: workshop di preparazione, degustazioni nei caffè storici e concorsi gastronomici dedicati a reinterpretazioni creative del panino. Torino, naturalmente, è al centro delle celebrazioni, con il Caffè Mulassano protagonista di rievocazioni storiche e dimostrazioni culinarie.
Il tramezzino, così, non è solo un alimento, ma un simbolo culturale che unisce passato e presente, tradizione e innovazione, gusto e convivialità.
Ricetta del tramezzino classico
Ingredienti (per 4 tramezzini):
- 8 fette di pane bianco morbido senza crosta
- 100 g di prosciutto cotto di alta qualità
- 80 g di formaggio morbido tipo robiola
- 4 foglie di lattuga fresca
- 1 pomodoro maturo
- 1 cucchiaio di maionese
Preparazione:
- Lavare e asciugare la lattuga, tagliare il pomodoro a fette sottili.
- Spalmare un leggero strato di maionese sulle fette di pane.
- Disporre il prosciutto, il formaggio, la lattuga e il pomodoro su metà delle fette.
- Coprire con le fette rimanenti, premendo leggermente.
- Tagliare in triangoli e servire subito, oppure conservare in frigorifero per massimo 2 ore.
Abbinamenti:
- Bevande: tè freddo, succo di frutta, prosecco leggero
- Contorni: insalata verde, verdure crude, chips di patate fatte in casa
Concludendo, il tramezzino dimostra come un’idea semplice possa diventare un simbolo nazionale: un piccolo panino che racchiude storia, creatività e gusto, capace di resistere al tempo e di continuare a piacere a grandi e piccini. Da Torino agli scaffali di tutta Italia, dai caffè storici ai buffet moderni, il tramezzino celebra cento anni di eleganza discreta e sapori equilibrati, un vero e proprio pane per i nostri denti.