C'è una barzelletta che circola da tempo e che, naturalmente, non ha nulla a che vedere con la vera storia delle bacchette.
Narendra Modi, durante una visita ufficiale in Cina, avrebbe detto ai leader cinesi: «Noi indiani siamo più diretti. Mangiamo con le mani e non abbiamo bisogno di posate inutili».
I cinesi avrebbero ascoltato in silenzio.
Poi, durante il banchetto successivo, gli avrebbero servito un piatto talmente bollente da rendere impossibile mangiarlo con le mani.
La battuta funziona perché attribuisce alle bacchette una funzione semplicissima: permettere di afferrare il cibo senza ustionarsi.
E, per quanto sia soltanto una barzelletta, contiene una piccola intuizione interessante.
Perché le bacchette non nacquero necessariamente come posate da tavola.
La loro storia è molto più antica e probabilmente comincia proprio in cucina.
Le prime testimonianze archeologiche certe risalgono almeno alla Cina della dinastia Shang. Nelle rovine di Yin, vicino all'attuale Anyang, sono stati rinvenuti esemplari di bacchette in bronzo databili intorno al 1200 a.C. Gli studiosi ritengono che questi primi strumenti fossero utilizzati soprattutto per cucinare, raggiungendo e manipolando alimenti all'interno di recipienti contenenti acqua o olio bollente.
E qui la storia diventa interessante.
Immaginiamo una cucina dell'antica Cina.
Non esistono le moderne posate industriali. Il cibo viene cotto in recipienti, spesso in preparazioni liquide o molto calde. Bisogna girarlo, spostarlo, estrarlo dal recipiente, controllarne la cottura.
A quel punto due semplici bastoncini diventano uno strumento straordinariamente efficace.
Sono economici.
Sono facili da sostituire.
Possono essere realizzati con materiali diversi.
E soprattutto permettono di raggiungere il cibo senza infilare direttamente le mani dentro una pentola bollente.
Bambù e legno erano materiali particolarmente adatti, ma nel corso della storia furono utilizzati anche bronzo, osso, avorio, giada e altri materiali.
La cosa importante, però, è non raccontare questa evoluzione come se qualcuno avesse improvvisamente inventato le bacchette in un preciso giorno della storia.
Non sappiamo chi le abbia inventate.
Non conosciamo il nome del primo cuoco che abbia preso due bastoncini e deciso di usarli per afferrare il cibo.
Esistono persino diverse leggende cinesi sull'origine delle bacchette. Una attribuisce l'invenzione a Jiang Ziya, un'altra alla consorte del re Zhou, Daji, mentre un'altra ancora coinvolge Yu il Grande, il leggendario sovrano impegnato nel controllo delle inondazioni. Sono racconti tradizionali, non testimonianze storiche verificabili.
La spiegazione più probabile è molto meno spettacolare.
Le bacchette si sarebbero sviluppate gradualmente da semplici strumenti utilizzati per cucinare e servire il cibo.
E questa è una caratteristica ricorrente nella storia delle invenzioni.
Quasi mai qualcuno si sveglia la mattina e inventa dal nulla l'oggetto definitivo.
Molto più spesso un oggetto nasce per una funzione, viene utilizzato in un altro modo, viene modificato, migliorato e infine diventa qualcosa di completamente diverso.
È probabilmente ciò che accadde anche alle bacchette.
Per molto tempo, inoltre, non furono necessariamente l'unico strumento utilizzato a tavola.
La Cina antica conosceva anche i cucchiai e altri utensili. La loro importanza relativa cambiò nel corso dei secoli insieme alla cucina.
Ed è proprio la trasformazione della cucina cinese a rappresentare uno dei fattori più importanti.
Quando gli alimenti vengono preparati in pezzi piccoli, diventa meno necessario utilizzare un coltello direttamente a tavola.
Un pezzo di carne, una verdura, un boccone di pasta o un altro alimento già tagliato durante la preparazione può essere facilmente raccolto con due bastoncini.
Il coltello, quindi, può rimanere principalmente uno strumento della cucina.
La bacchetta diventa invece lo strumento del commensale.
Questa trasformazione non avvenne in un solo momento e non fu uguale in tutte le regioni. Le fonti sulla storia alimentare cinese mostrano infatti che cucchiai e bacchette continuarono per molto tempo a svolgere funzioni differenti. Durante la dinastia Han, per esempio, le bacchette erano già utilizzate come utensili da tavola, mentre i cucchiai mantenevano un ruolo importante per determinati alimenti e preparazioni.
Questo significa che la domanda «Perché i cinesi hanno sostituito le posate con le bacchette?» contiene già una piccola trappola.
Non le sostituirono semplicemente.
Le bacchette si inserirono progressivamente in una cultura alimentare nella quale esistevano diversi utensili e nella quale le loro funzioni cambiarono nel corso dei secoli.
Anche il tipo di alimento ebbe probabilmente un'importanza enorme.
Una ciotola di zuppa richiede uno strumento diverso da un piatto di verdure.
Il porridge di miglio si mangia meglio con un cucchiaio.
Un pezzo di verdura cotta può essere facilmente afferrato con le bacchette.
Noodles e altri alimenti tagliati o raccolti in piccoli pezzi possono essere particolarmente adatti a questo sistema.
La tecnologia della cucina influenza quindi la tecnologia della tavola.
E poi c'è un altro aspetto fondamentale: il modo di mangiare.
Nella tradizione cinese il pasto è spesso organizzato intorno a piatti condivisi, dai quali i commensali prendono il cibo per portarlo nella propria ciotola. Le bacchette si adattano perfettamente a questo modello: permettono di selezionare rapidamente piccoli pezzi di cibo senza dover necessariamente trasferire ogni preparazione attraverso una posata individuale.
Con il tempo, dunque, le bacchette smisero di essere soltanto semplici strumenti funzionali.
Diventarono parte della cultura.
E questo è forse il passaggio più importante di tutta la storia.
Quando un oggetto viene utilizzato per centinaia di anni, non rimane semplicemente un oggetto.
Attorno a esso nascono regole.
Gesti.
Etichette.
Superstizioni.
Significati simbolici.
Il modo in cui si tengono le bacchette diventa parte dell'educazione.
Il modo in cui vengono appoggiate sul tavolo può assumere significati particolari.
Esistono regole su ciò che è considerato educato e ciò che è considerato offensivo.
La bacchetta smette quindi di essere soltanto un pezzo di legno.
Diventa un elemento della civiltà materiale cinese.
La sua diffusione non rimase inoltre confinata alla Cina.
Nel corso dei secoli l'uso delle bacchette si diffuse in altre aree dell'Asia orientale e sud-orientale, assumendo forme e tradizioni differenti in Giappone, Corea, Vietnam e altre regioni. Entro il periodo Tang, tra il VII e il X secolo, erano ormai diventate un utensile da tavola predominante in Cina.
E qui torniamo alla domanda iniziale.
Perché proprio due bastoncini?
Perché sono semplicissimi.
Ed è proprio questa la loro forza.
Non richiedono una tecnologia sofisticata.
Non richiedono metallo.
Non richiedono meccanismi.
Due pezzi di materiale opportunamente sagomati possono raccogliere, separare, girare, sollevare e manipolare una quantità sorprendentemente grande di alimenti.
La loro apparente semplicità nasconde una soluzione estremamente efficiente.
E forse è questo il vero motivo per cui le bacchette hanno attraversato millenni.
Non perché un imperatore le abbia necessariamente ordinate.
Non perché un filosofo le abbia inventate.
E nemmeno perché i cinesi avessero deciso che le forchette fossero inutili.
Piuttosto perché la cucina cinese e le bacchette si sono evolute insieme.
La cucina taglia.
La cucina cuoce.
La cucina serve.
E la tavola si adatta.
Quello che all'inizio poteva essere soltanto un semplice strumento da cucina è diventato progressivamente un utensile da tavola, poi una consuetudine e infine un simbolo culturale.
La storia delle bacchette, quindi, racconta qualcosa di molto più interessante della semplice invenzione di una posata.
Racconta come una civiltà possa trasformare una soluzione pratica in una tradizione millenaria.
E la prossima volta che qualcuno chiederà perché i cinesi mangiano con due bastoncini invece che con una forchetta, la risposta più corretta non sarà: «Perché così è più facile».
Sarà molto più affascinante: perché migliaia di anni di cucina, tecnologia, ambiente e cultura hanno trasformato due semplici bastoncini in uno degli utensili più riconoscibili della storia dell'alimentazione.
Cesio Endrizzi



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