Non è un mistero: il latte di capra è più costoso del latte di mucca. Ma perché? La risposta è semplice, quasi brutale: le capre non sono mucche. E questa differenza ha effetti immediati sul prezzo sugli scaffali.
In una fattoria industriale, tutto è pensato per la mucca. Grandi macchinari, enormi stalle, sistemi automatizzati di mungitura, mangimi calibrati, sovvenzioni governative. Una mucca può produrre 23 litri di latte al giorno, senza troppa fatica. L’intero ecosistema agricolo è progettato attorno a lei.
La capra, invece, è piccola. Produce circa un 3 litri di latte al giorno, se sei fortunato. Per ottenere lo stesso volume di latte di una mucca servirebbero otto capre. Otto animali da nutrire, Otto spazi da gestire, Otto volte più lavoro manuale.
E non è tutto. Le aziende che allevano capre sono generalmente più piccole, perché la produzione di latte caprino è un’attività di nicchia. Non esistono grandi macchinari dedicati, non ci sono economie di scala come per la mucca. Ogni litro di latte di capra è prodotto in quantità limitata e con più cura, il che fa salire inevitabilmente il prezzo.
In pratica, il costo più alto non è solo per il latte: si paga per la scarsità e per l’animale stesso. La capra perde ogni volta quando si confronta con la mucca in termini di volume e produttività. Ma il latte che produce ha caratteristiche uniche: più digeribile, con sapore più intenso e nutrienti diversi. Ed è proprio questo mix di qualità e scarsità che giustifica il prezzo superiore.
Se la mucca domina le grandi fabbriche del latte, la capra resta la regina delle nicchie. Costosa, sì, ma preziosa per chi sa apprezzarla.



0 commenti:
Posta un commento