Pasta alla Genovese: Storia, Ricetta e Abbinamenti

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La Pasta alla Genovese è uno dei piatti più iconici della tradizione culinaria napoletana, nonostante il nome possa trarre in inganno: non ha nulla a che vedere con la Liguria, ma è un inno alla lentezza, alla pazienza e ai sapori profondi della cucina partenopea. Con il suo ragù di carne e cipolle cucinato a lungo, questo piatto rappresenta la perfetta sintesi tra semplicità degli ingredienti e complessità dei sapori.

La Genovese nasce nei quartieri popolari di Napoli, probabilmente nel XVIII secolo, come piatto di recupero e di sostanza: carne di manzo economica cotta lentamente con una quantità abbondante di cipolle, che fungono da base e da dolcificante naturale. La lunga cottura, che può durare anche 3-4 ore, trasforma le cipolle in una crema densa, dolce e aromatica che avvolge la carne e la pasta, creando un sapore unico e irresistibile. È un piatto nato dal bisogno di nutrire la famiglia con pochi ingredienti, diventato oggi un simbolo della cucina tradizionale napoletana.

La vera pasta alla Genovese non è piccante né speziata: la magia sta nella lenta trasformazione delle cipolle e nella loro fusione con la carne, creando un ragù denso e corposo, ricco di umami e profondità.

Ingredienti per 4 porzioni

  • 400 g di pasta (preferibilmente ziti, paccheri o mezze maniche)

  • 600 g di carne di manzo per ragù (girello o cappello del prete)

  • 1 kg di cipolle bianche dolci

  • 50 g di burro

  • 50 ml di olio extravergine d’oliva

  • 1 bicchiere di vino bianco secco

  • Sale e pepe q.b.

  • Brodo di carne q.b.

  • Parmigiano reggiano grattugiato per servire

Extra opzionale: una foglia di alloro o un pizzico di noce moscata per aromatizzare delicatamente.

Preparazione

1. Preparare le Cipolle

Affetta finemente le cipolle e mettile da parte. La scelta di cipolle dolci è fondamentale, perché il lungo soffritto deve diventare cremoso e dolce senza amarezza.

2. Rosolare la Carne

In una casseruola capiente, scalda l’olio e il burro, quindi rosola la carne a cubetti fino a doratura su tutti i lati. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare l’alcol.

3. Cuocere con le Cipolle

Aggiungi le cipolle affettate alla carne, mescolando bene. Copri e lascia cuocere a fuoco basso per 2-3 ore, aggiungendo brodo di carne poco alla volta se necessario. L’obiettivo è ottenere un ragù denso e cremoso: le cipolle devono quasi disciogliersi, fondendo i sapori con la carne.

4. Cuocere la Pasta

Porta a ebollizione abbondante acqua salata e cuoci la pasta al dente. Scolala conservando un mestolo di acqua di cottura.

5. Mantecare la Pasta

Unisci la pasta al ragù e manteca a fuoco basso, aggiungendo un po’ di acqua di cottura per ottenere un risultato cremoso e avvolgente. Aggiusta di sale e pepe e servi immediatamente, con una generosa spolverata di parmigiano reggiano.

Abbinamenti Consigliati

  • Vini: un rosso corposo e morbido come il Taurasi o il Piedirosso, che bilancia la dolcezza delle cipolle e la robustezza della carne.

  • Birre: birre scure e maltate, come una Bock o una Amber Ale, perfette per accompagnare i sapori intensi del ragù.

  • Contorni: verdure al vapore o insalata di stagione, per un contrasto leggero e fresco.

  • Extra gourmet: un filo di olio extravergine d’oliva aromatizzato o una grattugiata di scorza di limone, che esalta la profondità del piatto senza snaturarlo.

Consigli dello Chef

  1. La chiave della Genovese è la cottura lenta: non avere fretta, il sapore si costruisce con il tempo.

  2. Le cipolle devono quasi sparire nella cottura: la dolcezza e la cremosità sono ciò che rende il piatto unico.

  3. La scelta della carne è fondamentale: tagli economici ma con tessuto connettivo diventano morbidi e succosi se cotti lentamente.

  4. Mantecare la pasta con attenzione permette al sugo di aderire perfettamente, creando un piatto avvolgente e omogeneo.

La Pasta alla Genovese è un piatto che racconta Napoli, la pazienza dei cuochi di una volta e la magia dei sapori semplici ma perfettamente equilibrati. Un comfort food storico, capace di emozionare con ogni forchettata.


Pasta allo Scarpariello: Storia, Ricetta e Abbinamenti

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La Pasta allo Scarpariello è una delle ricette simbolo della cucina napoletana povera ma straordinariamente saporita. Un piatto semplice, veloce e genuino, capace di trasformare ingredienti comuni in un’esperienza gastronomica intensa e memorabile. Il suo equilibrio perfetto tra pomodoro fresco, formaggi filanti e un tocco di piccantezza ne fa un classico amatissimo, soprattutto tra gli estimatori della tradizione partenopea.

Il termine “scarpariello” deriva da “scarpariello”, ovvero “scarparo”, cioè calzolaio in napoletano. La leggenda vuole che fosse un piatto preparato dai calzolai tra un lavoro e l’altro: veloce da cucinare, economico e nutriente, con ingredienti facilmente reperibili. Il cuore della ricetta è un condimento a base di pomodoro fresco, pecorino romano e parmigiano, reso filante da un filo d’olio extravergine d’oliva e, in alcune varianti, da un pizzico di peperoncino. La semplicità è la sua forza: pochi ingredienti, ma equilibrati e armonici, in grado di esaltare la qualità della pasta scelta.

Ingredienti per 4 porzioni

  • 400 g di pasta corta (mezze maniche, penne o spaghetti spezzati)
  • 400 g di pomodori pelati o pomodorini freschi
  • 50 g di pecorino romano grattugiato
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 2 spicchi d’aglio
  • 50 ml di olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe q.b.
  • Peperoncino fresco o in polvere a piacere
  • Basilico fresco per guarnire

Extra gourmet: qualche foglia di maggiorana o un filo di olio aromatizzato al peperoncino.

Preparazione

1. Preparare il Sugo

In una padella ampia, scalda l’olio extravergine d’oliva e fai dorare leggermente gli spicchi d’aglio schiacciati. Aggiungi i pomodori pelati o i pomodorini tagliati a metà, un pizzico di sale e il peperoncino. Lascia cuocere a fuoco medio per circa 15 minuti, fino a ottenere una salsa densa e profumata. Schiaccia leggermente i pomodori con un cucchiaio per favorire l’omogeneità.

2. Cuocere la Pasta

Porta a ebollizione abbondante acqua salata e cuoci la pasta al dente, seguendo i tempi indicati sulla confezione. Scolala conservando un mestolo di acqua di cottura.

3. Mantecare con Formaggi

Trasferisci la pasta nella padella con il sugo. Aggiungi il pecorino e il parmigiano grattugiati e mescola energicamente a fuoco basso, aggiungendo un po’ di acqua di cottura se necessario. L’obiettivo è ottenere un condimento cremoso e avvolgente, che si leghi perfettamente alla pasta.

4. Servizio

Servi la pasta allo scarpariello calda, guarnita con foglie di basilico fresco e, se vuoi, un filo d’olio a crudo. Il piatto deve risultare filante, aromatico e armonioso, con il giusto equilibrio tra acidità del pomodoro e sapidità dei formaggi.

Abbinamenti Consigliati

  • Vini: un rosso giovane e fruttato come il Aglianico del Vulture o il Gragnano DOC, capace di bilanciare la dolcezza del pomodoro e la sapidità dei formaggi.
  • Birre: una birra ambrata o una Lager chiara, leggere ma strutturate per accompagnare la pasta senza coprirne i sapori.
  • Contorni: insalata di stagione, melanzane grigliate o peperoni arrosto, per aggiungere freschezza e colore.
  • Extra gourmet: qualche scaglia di parmigiano stagionato o una spolverata di pepe nero appena macinato per intensificare i profumi.

Consigli dello Chef

  1. La scelta dei formaggi è fondamentale: pecorino romano stagionato e parmigiano di qualità assicurano la cremosità e il sapore autentico del piatto.
  2. La pasta corta trattiene meglio il condimento, ma anche gli spaghetti spezzati o i fusilli sono ideali.
  3. Non cuocere troppo la pasta: deve rimanere al dente per amalgamarsi perfettamente con la salsa cremosa.
  4. Mescolare energicamente e mantecando a fuoco basso è la chiave per ottenere la perfetta cremosità filante.

La Pasta allo Scarpariello è un omaggio alla tradizione napoletana, dove ingredienti semplici si trasformano in un piatto dal gusto intenso e soddisfacente. Perfetta per un pranzo veloce, un’occasione conviviale o per chi ama la cucina autentica senza fronzoli, è un classico che racconta Napoli in ogni morso.

 
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